Le informazioni alla base della trasformazione digitale
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Le informazioni alla base della trasformazione digitale

L’intelligenza ricavata dalle informazioni è indispensabile per orientare i processi decisionali, offrire strumenti efficaci al marketing, rendere più efficiente e puntuale la pianificazione e creare nuovi prodotti e servizi, oltre che per potenziare la competitività, sia in termini di efficacia che di ampliamento dell’offerta.
Ma perché le informazioni sono così importanti? Perché conoscere significa sapere – e sapere permette di decidere ed agire nel modo più adatto, specialmente in un contesto mutevole e complesso da interpretare.
Anche se si tratta termini molto simili, esiste una sostanziale differenza tra dati e informazioni: i primi sono elementi disaggregati di conoscenza, mentre le seconde sono costrutti coerenti dai quali è possibile ricavare indicazioni precise.

Oltre a distinguere tra dato e informazione, occorre anche essere precisi quando si parla di informazioni e di conoscenza. Spieghiamolo con un esempio.
In una qualsiasi organizzazione si producono e consumano dati: parliamo di magazzino, produzione, vendite, acquisti, ore lavorate, ecc.; questi dati servono a far funzionare una serie di processi ma non sono ancora informazioni. Parliamo di informazioni, infatti, quando questi dati sono presi in considerazione nel loro insieme e messi in relazione fra loro; otterremo quindi ulteriori elementi come il costo medio per realizzare un prodotto o il tempo di giacenza delle materie prime in magazzino.
Tuttavia non si tratta ancora di “conoscenza”, perché in questo caso dovremmo essere in grado di capire come ottimizzare le scorte – così come potremmo sapere se esistono fenomeni di “stagionalità” nell’andamento delle vendite, oppure se c’è una relazione tra un particolare lotto di materie prime e maggiore o minore difettosità dei prodotti finiti.

Già dagli anni ’90 si capì che i dati aziendali potevano offrire più della la semplice capacità di gestire flussi di lavoro e processi industriali; si pensò quindi di aggregarli “stratificandoli” nel tempo in modo da realizzare una sorta di “cubo” che fosse possibile “affettare” attraverso analisi multidimensionali alla ricerca di conoscenza; meglio, di intelligenza.
Stiamo parlando di data warehouse e di business intelligence – concetti forse facili da capire ma assai meno da tradurre in realtà, concetti che le imprese hanno immediatamente associato all’efficienza, al cosiddetto “margine competitivo” ed alla possibilità di battere sul tempo la concorrenza.

Se parliamo di marketing, ad esempio, i dati disponibili sul web e nei social media, oltre a quelli ottenuti dall’integrazione con i dispositivi mobili, hanno consentito di conoscere preferenze, abitudini, esigenze e comportamenti dei clienti sia potenziali che effettivi; ciò permette di inviare loro una comunicazione personalizzata, così da favorire il più possibile sia le decisioni di acquisto che la fidelizzazione al brand.
Anche nell’ambito delle iniziative d’impresa ci si muove in direzione analoga, tanto che si sta parlando di un approccio sempre più “data-driven” alle scelte operative sia tattiche che strategiche.

La tecnologia permette di andare ancora oltre: se quando parliamo di Big Data intendiamo semplicemente una grande quantità di dati più o meno di tipo tradizionale, inserire nel puzzle i dispositivi intelligenti connessi significa aggiungere elementi direttamente connessi nel mondo reale.
Le possibilità potenziali sono immense: il pianeta potrebbe diventare un enorme sistema informatico dove coesistono due realtà parallele: quella vera e propria ed una seconda realtà “virtuale” che descrive la prima in modo capillare ed ubiquitario.

Si tratta davvero di moltissimi dati, informazioni e potenziali conoscenze con i quali osservare, leggere ed interpretare i più diversi fenomeni per poterli governare in modo proattivo.
Persino gli “utenti finali”, cioè le persone, connesse grazie agli smartphone e supportate da dispositivi indossabili, potranno interagire coi due piani di realtà: quella reale e propria e quella “aumentata” – nella quale , direttamente nel proprio campo visivo, appaiono informazioni supplementari adattate al contesto, così da poterlo conoscere in modo più approfondito per gestirlo efficacemente.

Le informazioni alla base della trasformazione digitale

SAP ed Intel, come abbiamo visto nei precedenti articoli sono, ciascuna nel proprio specifico ambito, tra i protagonisti della trasformazione digitale; SAP ha introdotto nella propria offerta ulteriori strumenti per l’analisi dei dati, mentre Intel sta contribuendo a definire gli standard di riferimento dell’IoT, oltre a fornirne alcune tecnologie abilitanti fondamentali. L’impegno di Intel, però, riguarda anche le infrastrutture tecnologiche che supportano il cloud ed i Big Data, sia per quanto attiene alla potenza elaborativa che alle reti ed allo storage.
SAP, invece, si sta attivando sull’IoT integrando piattaforme e sensori non solo con i suoi strumenti gestionali, ma anche con quelli prettamente analitici per supportare le PMI con soluzioni efficaci nell’ambito dei più diversi settori verticali.

SAP HANA Cloud Platform, in particolare, è una soluzione di Platform-as-as-Service basata su tecnologia in-memory, che consente alle aziende di sviluppare, integrare ed estendere nuove o esistenti applicazioni in cloud e on-premise e di trarre beneficio da cicli di sviluppo rapidi e semplici. Walmart, Danone ed Unilever sono solo alcune delle aziende globali che hanno adottato SAP HANA Cloud Platform, ma ci sono anche altri esempi:

  • EvoShield migliora efficienza e collaborazione gestendo le informazioni con SAP HANA
  • Kering Eyewear ha implementato la Business Intelligence costruendo il proprio data warehouse direttamente su SAP HANA
  • Pirelli utilizza SAP HANA Cloud Platform per la formazione e la gestione delle risorse umane

Intel lavora in partnership con SAP per ottimizzare la piattaforma SAP HANA attraverso la continua innovazione a livello di processore e di architettura per garantire una soluzione flessibile di database in-memory. Inoltre, l’innovazione portata avanti da Intel negli anni rappresenta un elemento chiave capace di mettere pienamente a frutto il potenziale espresso dalle soluzioni SAP in ambiti che vanno dal data center alle soluzioni per utenti finali, grazie alla potenza dei processori che supportano l’HPC (High Performance Computing) e la mobilità, allo storage ad elevata capacità ed alla gestione dell’ampiezza di banda delle reti su cui prende forma il cloud computing.

Se desiderate saperne di più su come SAP ed Intel possano aiutare le aziende a trasformare le informazioni in una risorsa capace di migliorare efficienza e competitività compilate il modulo che trovate di seguito in questa pagina.

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